Bouganville






Il viaggio è stato lungo ma questo sole ripaga l’attesa.

I colori caldi di questo luogo mi avvolgono.

Il litorale e questa terrazza odorano di rosmarino.

La vecchia bouganville è sempre austera anche se i suoi fiori tardano a sbocciare.

Guardo la spiaggia deserta mentre il mare schiumoso rimanda il rumore delle onde schiacciate sulla battigia.

Domani mi alzerò all’alba, camminerò scalzo tra la spiaggia bianca raccogliendo le rare minuscole conchiglie rosa.

Qui al mattino soffia un vento leggero, ma non è vento, è rabbia che spinge.

Una rabbia che sibila dopo giorni di lieve brezza.

Di giorno c’è un caldo duro e afoso che lo scirocco mitiga appena.

Preparerò un tè verde alla menta e pinoli come si usa fare in Tunisia.


Mi stenderò nella solita vecchia amaca a riposare per ore nel pigro pomeriggio. 

Luciderò i miei progetti opacizzati 

dal tempo e leggerò ancora il tuo libro.

Cercherò di tenere la pagina aperta nonostante il vento.


Arriverà tardi il tramonto, tardi come l'ora dei tuoi messaggi e sarà come il dipinto di un pittore pazzo che spennella di un rosso improbabile l’orizzonte.

Fuoco che affascina e non spaventa.

La sera c'è un buon profumo di tigli e caprifoglio nell'aria.

Mette di buon umore.

Mi fa desiderare una calda serata in giardino parlando per ore con un amico, mi verrà il desiderio dei ricordi, delle parole e delle risate, l'eco delle nostre grida di adolescenti in vacanza.


Ciò che resta del passato con te prende forma nella nostalgia dell'oscurità che avanza.

Prima della notte l'aria si fa fresca ed io mi fermerò ad ascoltare il vento che sussurra delicate armonie.

I cani abbaieranno alla luna dietro i cancelli e le lampade accese della terrazza ci annunceranno un'altra festa.

Il pianoforte sarà al suo posto, di fronte alla vetrata.

Suonerò immaginandoti cantare

Battiato, come allora.

"La stagione dell'amore viene e va, i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.

Se penso a come ho speso male il mio tempo che non tornerà, non ritornerà più.”


Arranco nella mia litost come direbbe Kundera.

Il rimedio a questo stato d'animo è l'amore riscattato dal suo sguardo magico.

Ma è solo un'illusione.

Allora abbracciato al vento, io danzerò una nenia cubana, fumando un Graycliff e sorseggiando Caoila.

Felice tra i raggi della luna.

Pazzo della vita.


Finiranno questi giorni, le vacanze finiscono sempre.

Ma i miei fantasmi non spariscono, rimangono lì nella terrazza a guardare il mare che schiuma rabbia e passione amara.

Cercherò di non andarmene prima, come sempre, dai luoghi troppo belli.

Appagato da questi giorni consumati e goduti troppo in fretta.

Come da bambino, quando bevendo l'aranciata dal bicchiere ormai vuoto, la cannuccia succhiata ritornava solo il caldo del mio stesso fiato.

Un soffio di brezza dal mare mi ricorderà il vizio di rendermi dura la vita.


Non so perché te ne parlo.

Ho letto che a volte fa bene parlarne.

Altre volte che restino parole non dette.

Scelgo la prima.

Ora le l'ho detto.


George

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