La casa di via Larga, ovvero la libertà del sapone.
Era nata al piano terreno di un bel palazzetto fine ottocento con due cortili fioriti e protetti da due grandi portoni, una fontana, la statua di un giovane Adone, un immenso glicine e l'orto coltivato dallo zio Ugo.
Viveva con la nonna, la mamma, il papà e spesso veniva a trovarli la Gigia, sorella del padre.
Vivacissima e ribelle, sempre in moto, sempre di corsa, refrattaria a qualsiasi regola o costrizione e ... senza mutande. Era famosa per questo dettaglio da quella volta che nel pieno di una estate torrida, mentre la nonna le stava facendo il bagnetto sotto il portico per rinfrescarla un po', lei insaponata com'era, tre anni nemmeno, le scivolò dalle mani e correndo all'impazzata da un cortile all'altro e nell'orto urlava a squarcia gola:
"Liberaaaaaaaaa! Sono una nuvola del cielooooooo! Nessuno mi può prendereeeeeeee! Voloooooooo!"
La nonna tentò invano di fermarla e si dovette ricorrere all'aiuto della Signora Angelina, della Cate, di Carlo, dell'inquilina con il grembiule a fiori con la figlia sempre perfetta, delle tre signorine del laboratorio di giocattoli che dipingevano le bambole, della donna a ore delle zie dell'Ingegnere e della direzione delle operazioni dello zio Ugo, Capitano di Lungo Corso in pensione, per una battuta di caccia alla fine fruttuosa ma che impegnò non poco.
Molte furono le volte in cui gli alleati riuscirono a prenderla ma altrettante quelle in cui lei riuscì a divincolarsi e fuggire al grido: " Riba, riba, ribaaaaaaaaa!."
La capitolazione passò agli annali della famiglia oltre che per il notevole contingente di forze impiegate per le proteste negli ultimi tentativi di liberarsi:
" Non dovete dare la caccia ai bambini nudi e felici! La legge non vuole!"
Fu sollevata di peso e buttata nella fontana per eliminare ogni traccia di sapone.
Era stato il sapone il suo l'asso nella manica, insieme a un'innegabile agilità.
In seguito a quella memorabile avventura avrebbe sempre atteso come dolce angioletto cherubino il momento dell'insaponatura, quindi, come diceva la nonna: "Apriti oh cielo!"
BettyBlu

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