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La casa di via Larga, ovvero la libertà del sapone.

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Era nata al piano terreno di un bel palazzetto fine ottocento con due cortili fioriti e protetti da due grandi portoni, una fontana, la statua di un giovane Adone, un immenso glicine e l'orto coltivato dallo zio Ugo. Viveva con la nonna, la mamma, il papà e spesso veniva a trovarli la Gigia, sorella del padre. Vivacissima e ribelle, sempre in moto, sempre di corsa, refrattaria a qualsiasi regola o costrizione e ... senza mutande. Era famosa per questo dettaglio da quella volta che nel pieno di una estate torrida, mentre la nonna le stava facendo il bagnetto sotto il portico per rinfrescarla un po', lei  insaponata com'era, tre anni nemmeno, le scivolò dalle mani e correndo all'impazzata da un cortile all'altro e nell'orto urlava a squarcia gola: "Liberaaaaaaaaa! Sono una nuvola del cielooooooo! Nessuno mi può prendereeeeeeee! Voloooooooo!" La nonna tentò invano di fermarla e si dovette ricorrere all'aiuto della Signora Angelina, della Cate, di Carl...

“Tempus fugit"

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L’alba non era mai stata così chiara. Dalle fessure della finestra entrava una luce intensa, capace di illuminare il percorso che dal letto portava al bagno. Si avvicinò alla porta. Con la mano incerta cercava l’interruttore sicuro di indovinare il pulsante giusto e non, come sempre, sbagliarlo con quello della camera. Premette. La luce, la solita fredda luce si accese illuminando l’ordine blu. Nella penombra si intravvedeva l'altra stanza, nel letto la figura di lei che posta di schiena, dormiva. La guardò. Il rosso carminio delle lenzuola, la pelle di cera ed i riflessi scomposti sui muri davano all'insieme della scena un qualcosa di magico e surreale. Nel buio la luce gialla del bagno si avvinghiava a quella bianca delle fessure; quella scena sembrava un dipinto di Rembrandt. Non volle pensarci, si avviò verso il lavandino. Tutto era in ordine, come piaceva a lui, aprì il rubinetto e lo scorrere dell'acqua ruppe il silenzio. Alzò gli occhi davanti a sé. Lo specchio rifle...

Aldilà, a Parigi

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Voleva evadere, sciogliersi nel pasticcio delle vie, far perdere le tracce, sparire. Era arrivata finalmente a Parigi, era in fuga, aveva passato il confine, forse era salva. Non che un confine potesse fare la differenza, tuttavia il confine è un limite riconosciuto, lui era stato superato, lei ne era aldilà e da questa parte ci si sente liberi. Natale  è un periodaccio, lo dicono tutti. Ci sono i bilanci (dolore) gli inventari (dolore) i parenti (dolore) le consegne (dolore) le spese (dolore). Non si sa mai come e cosa fare e si ha sempre l'orribile sensazione d'aver sbagliato tutto insieme alla frustrazione dell'inutilità dei nostri sforzi . Riuscissimo a far felice una o due persone su tutti, sarebbe un successo epocale. Troppo amore, troppi baci, troppi abbracci, troppa ipocrisia qualche giorno prima e uno o due giorni dopo il 25. Detestava quel periodo, lo detestava tanto quanto l'aveva amato. Amato disperatamente, un po' da piccola fiammiferaia, incantata a gu...

Bouganville

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Il viaggio è stato lungo ma questo sole ripaga l’attesa. I colori caldi di questo luogo mi avvolgono. Il litorale e questa terrazza odorano di rosmarino. La vecchia bouganville è sempre austera anche se i suoi fiori tardano a sbocciare. Guardo la spiaggia deserta mentre il mare schiumoso rimanda il rumore delle onde schiacciate sulla battigia. Domani mi alzerò all’alba, camminerò scalzo tra la spiaggia bianca raccogliendo le rare minuscole conchiglie rosa. Qui al mattino soffia un vento leggero, ma non è vento, è rabbia che spinge. Una rabbia che sibila dopo giorni di lieve brezza. Di giorno c’è un caldo duro e afoso che lo scirocco mitiga appena. Preparerò un tè verde alla menta e pinoli come si usa fare in Tunisia. Mi stenderò nella solita vecchia amaca a riposare per ore nel pigro pomeriggio.  Luciderò i miei progetti opacizzati  dal tempo e leggerò ancora il tuo libro. Cercherò di tenere la pagina aperta nonostante il vento. Arriverà tardi il tramonto, tardi come l'ora dei...

Comprimere Salsola

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Comprimere  Salsola   Carta e polvere.  Come turbinare di  vegetali   palle vaganti d i   Salsola. Eppure ho sempre amato le montagne di carta. Quelle dell'ufficio di mio padre erano speciali.  Loro erano mio padre stesso. Le carte incarnavano la sacralità della sua figura, della sua saggezza, della sua autorevolezza insieme alla sua immensa cultura. Mai nessuno si è sognato di mettere in dubbio una sua analisi o un suo giudizio. La scrivania era una cornucopia di progetti, riviste, giornali, libri, documenti, relazioni, appunti, calcoli: una meraviglia magica insieme all'odore di ufficio, cancelleria, china, carta da lucido, scotch, colla, legno, macchinari, ammoniaca, matite e temperini, inchiostri, fumo e liquori e tanti, tanti tecnigrafi. Certamente, anche i tecnigrafi hanno un loro odore. La risposta ad ogni quesito, ad ogni problema, ad ogni dubbio. era in questo antro meraviglioso. Lui e tutto ciò che era l'immensa quantità di documentazione che...

Riflessi d'amore

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Riflessi   d'amore   Damiani,  la più squisita sintesi fra romanticismo e rigore.  Forse il fremito più alto nella gabbia geometrica del desiderio di vivere e della rassegnazione nella sua ragione, nell'ordinato proseguire e svolgersi di progetti formali. BettyBlu

Il mulo felice

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Il mulo felice  L'alpino quantistico è ciò che avete di fronte.  A differenza dell'alpino classico, nel pieno del vigore militaresco, sobrio, che ha meta certa, che procede a marcia serrata, preciso e ordinato con mulo e artiglieria pesante da montagna, l'alpino quantistico è lo stesso alpino (con lo stesso mulo) completamente ... ubriachi. Lui ondeggia, sbanda, oscilla. Se c'è un buco ci casca dentro. Il simbolo stesso dell'errare. BettyBlu a Emilio del Giudice, con gratitudine